Beni e luoghi di interesse storico culturale

Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legge 42/2004) definisce bene culturale le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonchè ad ogni altro ente e istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico (art. 10, comma 1).
Il bene culturale è quindi tutto ciò che costituisce testimonianza storicamente significativa della civiltà umana: le cose mobili o immobili per destinazione d'uso (boiseries, dipinti murali, stucchi, ecc.) di singolare pregio, rarità o rappresentatività, aventi relazione con la storia culturale dell'umanità.
Quando il bene culturale, che presenta caratteristiche di interesse storico, artistico ed etnoantropologico, appartiene a persone giuridiche private interviene la dichiarazione dell'interesse culturale prevista dall'art. 13 del Codice. Il riconoscimento di interesse culturale si espleta attraverso un giudizio storico critico, espresso dalla Soprintendenza e basato su diversi e coerenti criteri:
- collocazione storica e cronologica del bene (inquadramento nel contesto culturale e di civiltà che l'ha prodotto); comprensione filologica delle vicende e delle trasformazioni subite dal bene stesso dal momento della sua origine ad oggi;
- collocazione storico territoriale in senso lato; definizione dell'attuale consistenza materiale e relativo stato di conservazione;
- inquadramento nell'ambito degli studi e della letteratura storico artistica (lettura critica);
- confronto con beni storico artistici simili e ad esso riferibili per contesto storico culturale (lettura comparativa);
- ripercorrimento critico dei punti precedenti e valutazione complessiva finale (analisi–sintesi).
In base agli artt. 10, 13, 14 del Codice la Soprintendenza avvia, secondo le proprie competenze ed in accordo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, il procedimento di dichiarazione dell'interesse culturale che si conclude entro 120 giorni a partire dalla data di ricezione, da parte del proprietario o detentore del bene, del procedimento stesso.
Il decreto di dichiarazione d'interesse culturale è emesso, su proposta della Soprintendenza, dalla Direzione Regionale e viene notificato, a cura del competente Istituto di tutela, al proprietario, detentore o possessore del bene a qualsiasi titolo (art. 15).
I beni, quindi, riconosciuti di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per i quali sia intervenuta la dichiarazione d'interesse, risultano vincolati; ciò comporta l'applicazione, nei confronti del proprietario e di ogni altro eventuale interessato, delle disposizioni previste dal Codice che detta prescrizioni in materia di esercizio da parte dell'Amministrazione dei poteri di vigilanza e ispezione, di adozione di misure di protezione e di controllo in caso di alienazione o di altri modi di trasmissione del bene.
Un bene privato vincolato è, dunque, soggetto alla tutela dettata dalla normativa vigente.
I passaggi di proprietà a titolo gratuito (donazioni, successioni), quelli a titolo oneroso, gli spostamenti dovuti a cambio di residenza del proprietario delle opere sottoposte a vincolo devono essere comunicati alla Soprintendenza territorialmente competente. Gli interventi di restauro e gli spostamenti, anche temporanei, devono essere autorizzati dal Ministero. Nel caso di alienazione di un bene vincolato, è obbligatoria la trasmissione, alla competente Soprintendenza, di un atto formale (denuncia di trasferimento, art. 59) a firma congiunta dell'alienante e dell'acquirente, recante l'importo concordato a fronte del quale il Ministero può esercitare l'esercizio del diritto di prelazione (art. 60) entro il termine di 60 giorni dalla data di ricezione della denuncia di alienazione.
Le opere vincolate sono escluse dalla tassa di successione , possono godere di contributi per il restauro ed essere cedute allo Stato come imposte dirette o imposte di successione (legge 512/1982). In tal caso possono essere richieste alla Soprintendenza le valutazioni e certificazioni necessarie.

Letto 1230 volte Ultima modifica il Martedì, 08 Luglio 2014 14:37
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