Borgo di Palma Campania

Il borgo di Palma Campania è stato segnato, nel corso dei secoli, dall'attività vulcanica del Vesuvio che, se da un lato seminò morte e distruzione, dall'altra modellò la superficie della pianura, rendendola fertile. Il ritrovamento, nel 1972, di una capanna e di un vasaio, risalente all'età del Bronzo Antico (1860-1640 a.C.), insieme al rinvenimento, nel 1995, dei resti di un villaggio dello stesso periodo attestano la presenza di forme di civiltà preistoriche.

Nei siti di recupero è stato portato alla luce vasellame di fattura molto elevata, identificato dall'archeologa Claude Albore Livadie con il termine di facies di Palma Campania.

Il sito di recupero molto circoscritto, la presenza di strutture combuste di una capanna, l'elevato numero di recipienti di identica fattura, impilati o capovolti, portano la studiosa alla conclusione che il luogo fosse destinato a deposito di un vasaio, più che ad una normale abitazione.

A causa della scarsità di documenti a disposizione, ancora incerta è l'origine dell'attuale toponimo, che alcuni collegano alla coltura dell'ulivo, altri al soggiorno del console Palma, che si pensa fondò la città, o quanto meno, vi dimorò durante l'impero di Traiano.

Nel centro della città domina, maestoso, il Palazzo Compagna (detto anche Aragonese o Ducale), costruito nel sec. XV da Raimondo Orsini, conte di Nola, su richiesta di Alfonso I d'Aragona, che scelse il Piano di Palma per la caccia al falcone. La facciata principale è costituita da tre ordini di apertura, la cui forma e struttura risale sicuramente al XVI secolo. Al pian terreno si aprono dodici finestre rettangolari, circondate da un cornicione di piperno; al primo piano, si alternano finestrelle e piccoli balconi, di cui alcuni in stile catalano; all'ultimo piano, invece, le sette finestre sono sormontate da un arco a tutto sesto

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